Beatrice Venezi ha deciso di impugnare formalmente il contratto di recesso del rapporto di collaborazione con La Fenice.
Dopo che tutte le collaborazioni future le sono state annullate, Beatrice Venezi ha deciso di agire nei confronti de La Fenice. La direttrice d’orchestra ha infatti impugnato il recesso del contratto di collaborazione col celebre teatro, riporta Libero.
La direttrice ha deciso di rivolgersi al suo team di legali, contestando di fatto la decisione del teatro di licenziarla dopo quella famosa intervista rilasciata al quotidiano argentino La Nación. La lettera inviata dai legali, visionata da Adnkronos, contiene vari dettagli al suo interno.

La lettera dei legali di Beatrice Venezi
Stando alla lettera di cui sopra, la direttrice d’orchestra ha appreso del suo licenziamento attraverso degli organi di stampa. La motivazione sembrerebbe essere dovuta a “presunte e apodittiche dichiarazioni” che per il team di legali non sono mai state precisate.
Le dichiarazioni appena citate sono poi state apostrofate come segue: “Rese dal maestro Beatrice Venezi ad una non meglio individuata e precisata ‘stampa internazionale’ e che in ragione di tali presunte ed imprecisate dichiarazioni sarebbe stata lesa l’immagine della Fondazione“.
All’interno della lettera, viene inoltre specificata la durata del contratto del rapporto di lavoro: “Costituito con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, decorrente dal 1° ottobre 2026 al 5 marzo 2030“.
La contestazione del provvedimento
Il provvedimento nei confronti di Beatrice Venezi è stato definito “nullo, illegittimo, inefficace e discriminatorio“. Stando alla lettera del team di legali della direttrice d’orchestra, le motivazioni avanzate per il licenziamento sembrerebbero dunque essere state ritenute vaghe e generiche.
Così, la direttrice si è detta disponibile a continuare a prestare servizio alla Fondazione: “Conferma che – in ossequio all’impegno contrattuale assunto – intende continuare a mettere a disposizione della stessa Fondazione le proprie energie e prestazioni artistiche professionali e compiere tutte le attività professionali, organizzative e produttive preliminari ed essenziali al rapporto lavorativo siglato tra le parti, nonostante le numerose attività ostative ad oggi poste in essere dalla dirigenza apicale al fine di limitare ed impedire l’esecuzione delle stesse prestazioni lavorative“.
Poi, come conclusione, i legali hanno affermato di riservarsi l’adozione di provvedimenti ritenuti più opportuni. Così da tutelare gli interessi della loro assistita.